giovedì 10 settembre 2009

Ora delle felpe rosse strette

Respira. Vai ad aprire la finestra. Respira. Siediti. Puoi stare tranquilla, era solo un falshback, o deja vu, o come vuoi che sia. Quell'odore... sì, quell'odore... una volta uno dei miei maglioncini era stato lavato e stirato in un'altra casa, e sentivo quell'odore strano. Quella sera, quando lo indossai, la passai abbracciata a lui. Sentivo forte l'odore dei suoi capelli mischiarsi a quello del mio maglioncino. Sono passati mesi. E oggi, entrando in casa, casa mia, ho sentito quell'odore, non so che ci fa qui. Così come non so cosa ci faccia lui dentro di me. Così come non so perchè ho perso il controllo. Dovresti. Dovresti tante cose. Dovresti smetterla di scrivere. Dovresti sentirti in colpa. Dovresti dire a quel cavolo di muscolo di non andare sempre e solo a conto suo. Dovresti licenziare il cervello. E che qui nulla sembra andare come deve, e io, tanto per cambiare, non so perchè.

5 commenti:

  1. Lascia perdere quel pollo, cugino di una polla!!Quando sono entrata a casa tua quel gg e ho annusato (sniffato) l'aria ho pensato: home sweet home..nn so neanche xk!

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  2. Ciao Sapo! un pensierino per non licenziare il cervello:
    "bisogna avere un caos dentro di se per generare una stella danzante". Buon viaggio.

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  3. gli odori sono un qualcosa che rimane sempre molto impresso anche a me... e li riconosco a distanza di anni... non si ingannano!

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  4. Momòs: Perchè casa mia... è casa mia! E ti abbiamo adottata.

    Anonimo: E così il mio cervello proprio non la smette di funzionare...

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  5. Vale: Hai davvero ragione...

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