sabato 11 giugno 2011

Ora dei disegni

Raschia nella gola,
ma devi nutrirti,
oppure no,
ti piacerebbe rimanere immobile
troppo stanca perfino per muoverti
e ingerire qualcosa.
Ti piacerebbe che il tuo corpo si sgretolasse piano
mentre le lacrime
pesanti come piombo
trovano -almeno loro-
la forza di uscire allo scoperto.
Dove tieni stretta al petto
la tua solitudine
che sola ti è rimasta
tra le braccia.

venerdì 10 giugno 2011

Ora delle distanze

Illuditi che la frenesia
possa portar via
le cose che hai nascosto
credendo di buttarle via




giovedì 2 giugno 2011

Ora delle stelline

Mi allontanai dal mondo e mi andai a sedere sulla spiaggia. Quella notte. Mi tolsi le scarpe e mi sedetti lì, davanti al mare e alla luna. Venisti e ti sedesti al mio fianco. Poggiasti la bottiglia sulla sabbia e mi guardasti, lì seduta sulla sabbia, quella notte, con il vestito blu che scendeva sulle cosce e lasciava scoperte le gambe, a contatto con la sabbia fredda.
Nessuna domanda. Stavamo lì, davanti a quella brodaglia scura del mare, la notte, quando nasconde ogni verità e diventa nulla - nulla- e il suono delle onde diventa più silenzioso ma riempie le orecchie più del mattino. E non capisci da dove porti tutta questa malinconia, da quale angolo remoto del mare provenga questa triste follia che ti chiama. Continua a chiamarti e a raccontarti storie - e poi- tra tutte quelle storie, rimane solo la tua.
Fissavamo il mare lì nel suo punto più profondo, nel nero denso della notte, e le voci e i suoni lontani. Ti sedesti al mio fianco il silenzio.
E cominciai a raccontarti la mia malinconia, e tutto quello che portavo addosso.
Era colpa del mare - non so se, o caro sconosciuto, potevi capirlo- ma era tutta colpa del mare, non ci posso fare nulla, è come un'intesa intima, eppure tremenda.
Ricordo le mie parole a stento, ma ricordo bene la tua voce, e la tua, di malinconia, e tutto quello che portavi addosso.
Era una cosa folle. Due che si siedono davanti al mare, una notte, e piangono insieme le proprie vite.
Decidemmo tacitamente che quei momenti finivano nell'oblio nel momento stesso in cui lasciavamo che nascessero. E così fu.
Una cosa folle. Due che si siedono davanti al mare, una notte, e piangono insieme le proprie vite.

domenica 29 maggio 2011

Ora dei castelli

Lasciò che il sole scendesse giù e lasciasse il tutto avvolto nella luce bluastra che precede il buio. Spense la sigaretta e rientrò dentro casa, mise un vecchio cd di Gram Parsons e si infilò sotto la doccia, sperando che tutta l'amarezza potesse scivolargli via. Aveva calcolato tutto, il tempo di finire la doccia e avrebbe fatto giusto in tempo a togliere il cd, prima che arrivasse quella canzone che non aveva voglia di ascoltare. Non ne era immune. E ne era cosciente.
Ma l'acqua aveva portato via i suoi pensieri e appena mise un piede fuori sul tappeto, eccola.
Rimase l' immobile, nudo e grondante d'acqua, e cominciò a piangere. E quelle note tanto temute scivolavano via e lo abbracciavano, lo prendevano piano prima da dietro la schiena. Non credeva di piangere. Eppure eccolo là, diceva lo specchio, un fallito che piange nudo sul tappeto, non appena sente Love Hurts.

martedì 24 maggio 2011

Ora degli uffa

Io non vorrei essere così acida, a volte. E' solo che capita, lo giuro, non è colpa mia.
E poi ti ritrovi ad aver mandato male le persone senza neanche accorgertene.
E non mi piace. Non mi piace per niente.

lunedì 16 maggio 2011

Ora dei cappelli del pensiero

Mi piace quando le persone che mi conoscono poco si fidano di me.

Mi piacciono anche le persone che non mi hanno mai visto prima, e mi parlano come se ci conoscessimo da sempre.

Mi piacciono le persone con gli occhi buoni.

Mi piacciono le persone che quando spiegano una cosa, lo fanno perchè è una bella cosa spiegare a qualcuno qualcosa che non sa, come un dono. E mi piace anche quando le persone capiscono che se spiego una cosa non è per dimostrare il mio (oltretutto basso) grado di erudizione.

Mi piacciono quelli che quando mi salutano mi chiamano per nome (la maggior parte lo omette).

Mi piace quando le persone mi chiedono un parere, perchè gli interessa la risposta.

Mi piace quando le persone mi dicono una cosa su di me, e rimango sempre sorpresa, come se stessero parlando di un'altra.

Mi piacciono le persone che al telefono dicono prima Buongiorno\sera e poi si presentano, e poi tutto il resto.

Mi piacciono le persone quando abbracciano altre persone.

Mi piace quando le persone parlano dei propri sogni, e lo fanno con entusiasmo.

Mi piace quando le persone mi chiamano con un soprannome coniato al momento.

Mi piacciono le persone che mi dicono Non preoccuparti.

Mi piacciono le persone che, se ti vedono piangere, non ti chiedono perchè.

Mi piace quando le persone ammettono le loro più inutili fissazioni.

E mi piacciono le persone che ci tengono a certe cose belle, come la sincerità, la vita, il sorriso, il gelato, l'amicizia.

[To be continued]

domenica 8 maggio 2011

Ora dei migliori amici

A me piace quando, durante l'assolo di batteria, il mondo rimane sospeso.