Avvertenze:Questo è un post palloso. Forse scritto solo per convincermi che so -in senso molto largo- scrivere in italiano. Forse in un italiano non troppo distante da quello delle commesse che esordiscono :- Abbiamo rimasto le robe invernali solo per...
Ti viene da piangere. Giuro.
Magari una esce di casa la mattina e pensa che sì, sarà una bella giornata. Definizione di "bella giornata": senza intoppi, imperfezioni, disguidi, errori, dispiaceri, senza tutte quelle piccole cose che le ricordano che non è niente e che rimarrà niente. Una giornata liscia come l'olio. Si spera. Magari -e talvolta è così- più la giornata va avanti e più diventa catastrofica, schifosa, merdosa, odiosa come tutto il resto della sua vita. E si comincia a vivere con l'ansia di arrivare nel letto -traguardo della corsa frenetica della vita- solo per liberarsi da tutto lo schifo in cui ci si trova e assaggiare in modo sublime una delle droghe più dolci del genere umano: il sogno. Lì tutto è perfetto, ma un perfetto diverso dal solito, perchè si aspira a ben più che la normalità e la tranquilla evoluzione degli eventi, ma -ma- al vivere emozioni strabilianti e situazioni impossibili e piacevoli, anche nella loro disgrazia. Mi spiego meglio, se nel sogno accade qualcosa di spiacevole -banale è l'esempio di un ricovero- codeste spiacevoli situazioni non serviranno a far altro che aumentare il proprio "essere al centro della situazione" mentre tutti e tutto sembrano vivere solo per la persona in questione. Magari una esce di casa la mattina e vorrebbe solo che sia sera, ma lo sa, che dopo la sera c'è di nuovo la mattina, e di nuovo l'ansia e di nuovo il sogno. Mattina-angoscia-merda-letto-sogno-mattina-angoscia...
Cosa?Come dite? Che razza di vita? VITA? Io direi che questa non è una vita, questa è a malapena un'esistenza.
Eh? Poveretta?
No, vi sbagliate. E allora mettiamo che questa persona abbia tutto. Tutto nel senso materiale. Cosa si fa? Come si guarisce? Come si riesce a lasciare il sogno e vivere, se non sei meno che niente?
E il niente all'improvviso diventa nulla.
venerdì 24 aprile 2009
giovedì 23 aprile 2009
Ora del pollo alle mandorle
Un posto che sa di primavera. Un prato pieno di ciliegi in fiore. E un velo di seta rosa poggiato per terra, e una fanciulla dalla pelle bianca. Si sente un profumo. Ma non solo uno. Vari profumi si distendono nell'aria e ti raggiungono. Guardi la mano bianca e tenera versare qualcosa in una tazza celeste. Celeste come questo cielo colorato a pastello. Piano ti poggi sul velo di seta rosa, difronte a lei. Tè. Sei tazze. Ognuna delle quali con colore e profumo diverso. Gli occhietti a mandorla ti osservano. Le due manine bianche ti porgono la tazza celeste. Infuso rosso. Sorseggi piano. Amaro. Dolce. Dolceamaro. Le piccole labbra rosee si poggiano sulla tazza arancione. Arancione come questa felicità colorata a pastello. Si intravede un infuso verde. Un refolo di vento scompiglia i profumi e i capelli scuri della creatura di fronte. E un fiore bianco di un ciliego si posa sul velo di seta rosa.
- Tè al rum di Jamaica.
E tu che pensavi che il rum è una cosa da marinai ubriachi e stanchi. Invece no, ti accorgi che può essere una cosa molto più fine e delicata.
Sul fondo della tazza ancora un goccio rosso di tè.
Il fiore bianco caduto. Eccolo. Il tuo equilibrio.
- Tè al rum di Jamaica.
E tu che pensavi che il rum è una cosa da marinai ubriachi e stanchi. Invece no, ti accorgi che può essere una cosa molto più fine e delicata.
Sul fondo della tazza ancora un goccio rosso di tè.
Il fiore bianco caduto. Eccolo. Il tuo equilibrio.
mercoledì 22 aprile 2009
Ora delle brocche di cristallo.
Cercando un nuovo equilibrio.
Con tanta paura di cadere.
Per poi farmi male.
Cercando un nuovo equilibrio.
Che ciò che andava bene prima ora va più stretto.
Cercando un nuovo equilibrio.
Per smettere di oscillare.
Per mettere ordine nella testa.
Cercando un nuovo equilibrio.
Solo per un altro breve e illusorio attimo di felicità.
Con tanta paura di cadere.
Per poi farmi male.
Cercando un nuovo equilibrio.
Che ciò che andava bene prima ora va più stretto.
Cercando un nuovo equilibrio.
Per smettere di oscillare.
Per mettere ordine nella testa.
Cercando un nuovo equilibrio.
Solo per un altro breve e illusorio attimo di felicità.
lunedì 20 aprile 2009
Ora dei papillon verdi
Posso farti una domanda?
Sì.
Di che colore è il niente?
Bianco.
Perchè?
Boh. Bianco e basta.
Sì.
Di che colore è il niente?
Bianco.
Perchè?
Boh. Bianco e basta.
domenica 19 aprile 2009
Ora delle labbra al cioccolato
Sento il bruciore dei tuoi occhi su di me. So che mi sei dietro, ti sento, sento il tuo sguardo incollato al mio corpo. Mi piace farti impazzire così. Mi piace rapire così i tuoi occhi. Mi piace sentirmeli scivolare addosso. Ti prego non smettere mai di fissarmi. Ti prego non smettere mai di desiderarmi così.
venerdì 17 aprile 2009
Ora dei foulard arancioni
Forse, ora che mi sei davanti, non pensi più niente. Niente. Ma prima... sì, prima, prima avevi tutta quella voglia di scoprirmi, tutta quella voglia di sapere. Sapere, già, sapere cosa?
Forse chi fossi, forse cosa volessi, forse chi desiderassi. I tuoi occhi fissi su di me e quella tua curiosità. O cosa pensavi mentre mi sussurravi Sono pazzo di te?Cosa, dimmi, cosa?
Forse che non ne avevi abbastanza, forse che mi volevi ancora e ancora e ancora.
Ma adesso che mi sei davanti, non pensi più niente. Niente. Nella tua mente c'è solo lei, giocattolo più nuovo e attraente. Ma lei, ora dimmi, dov'è? é forse al tuo fianco, dimmi, c'è?
No. Mi sa prorpio di no. Un braccio sulla mia spalla. No, non è più il tuo. Un sorriso da amico davanti ai tuoi occhi. No, non è il mio. E il nostro silenzio di chi sa. Sì, anche quel sorriso sa di noi. Ma per quanto può saperne, rimarremo sempre noi, silenziosi nella nostra complicità spezzata. Ora và via, ora và da lei, corri, chè quì non hai più nulla da fare e da dire.
Forse chi fossi, forse cosa volessi, forse chi desiderassi. I tuoi occhi fissi su di me e quella tua curiosità. O cosa pensavi mentre mi sussurravi Sono pazzo di te?Cosa, dimmi, cosa?
Forse che non ne avevi abbastanza, forse che mi volevi ancora e ancora e ancora.
Ma adesso che mi sei davanti, non pensi più niente. Niente. Nella tua mente c'è solo lei, giocattolo più nuovo e attraente. Ma lei, ora dimmi, dov'è? é forse al tuo fianco, dimmi, c'è?
No. Mi sa prorpio di no. Un braccio sulla mia spalla. No, non è più il tuo. Un sorriso da amico davanti ai tuoi occhi. No, non è il mio. E il nostro silenzio di chi sa. Sì, anche quel sorriso sa di noi. Ma per quanto può saperne, rimarremo sempre noi, silenziosi nella nostra complicità spezzata. Ora và via, ora và da lei, corri, chè quì non hai più nulla da fare e da dire.
mercoledì 15 aprile 2009
Ora del cioccomandorlatonocciolatoextrafondente Lindt.
Solo una poeSia SilenzioSa e melodioSa.
Sera.
Senza stelle.
Solo pioggia.
Solo pioggia
scende scivola
sciurla
sulla spiaggia
su una
Sera
d'estate
senza stelle.
(thanks to The Brother for the missing words)
Sera.
Senza stelle.
Solo pioggia.
Solo pioggia
scende scivola
sciurla
sulla spiaggia
su una
Sera
d'estate
senza stelle.
(thanks to The Brother for the missing words)
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