venerdì 5 novembre 2010

Ora dei quindi e dei vaffanculi

E poi nulla, si sa, la fetta di pane imburrata atterra sul pavimento sempre dalla parte sbagliata. Che cosa ti aspettavi mica? Che i tuoi sforzi giungessero, come tu avevi ben previsto, intatti, perfetti, appagati, alla tua bocca? Non sia mai, pretendi troppo. Pretendi troppo perfino dalla fetta di pane imburrata con così tanta cura, che cade sul pavimento inevitabilmente dalla parte sbagliata.
C'è la rabbia, oh sì se c'è la rabbia.
Poi c'è la frustrazione, e non sai quanta frustrazione.
C'è anche, perchè no, un bel pizzico di odio.
Perchè ti viene da mandare all'aria tutto, perchè se cerchi di spiegarglielo, al tutto, che potrebbe anche fare lui qualcosa, ogni tanto, per qualche tua assurda fissazione, non capirebbe mica.
Ma alla fine perchè arrabbiarsi?
Si sa, cara, si sa da sempre, anche i nonni dei tuoi nonni dei tuoi nonni lo sapevano, che la fetta di pane imburrata, atterra sul pavimento sempre dalla parte sbagliata.


7 commenti:

  1. Non è certo, è una probabilità su due. La statistica, dunque, non vale nulla.

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  2. Per questo io la imburro da tutte e due le parti.

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  3. io la imburro dopo che è caduta

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  4. prima la mangi e poi la imburri

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  5. questa notte le tue parole riecheggiano assordanti nelle caverne vuote della mia anima

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  6. gennaro: ti assicuro, è certo certissimo.

    Cob: Meglio abbondare... no?

    Aria: A questo non ci avevo mai pensato...

    Vincent: Non so quanto possa essere meglio cercare la fetta di pane con un coltello nella gola, ma è senz'altro un'opzione da considerare.

    Volpe: :-(, allora da adesso si sussurra, va bene?

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  7. Falla prima cadere, poi la imburri. Ecco, si.

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