Una panchina. Sembrava dimenticata, così, piantata lì al margine del burrone. Una posizione decisamente assurda, che diavolo ci fa -una panchina- lì? Si vede il margine e nulla più, di quella panchina dietro l'ultima palazzina, il resto è saggiamente nascosto dalla quercia affianco.
Un passo, solo un passo, prima di raggiungere il mistero e svelarlo, lentamente, soltanto quando si alzano gli occhi.
Ecco. Srotolato lì, quel bellissimo pezzetto di California. Meno male che il buon senso non si è estinto del tutto e l'hanno piantata lì, in quella posizione assolutamente perfetta, la panchina!
Due colline, e nel mezzo una strada non asfaltata, dipinta così per non disturbare il paesaggio, le palme, il cielo, e due uomini, lungo la strada, piccoli come formiche, che tagliano quel disegno perfetto. E poi, al tramonto, il sole non poteva che partecipare, stando lì nel mezzo, tra le due colline, e poi scomparire appoggiandosi alla valle. Se qualcuno dice la parola America, è questo che penso. E' questa l'America vera. Sono queste palme, questo cielo e queste colline che hanno un sapore diverso. Perchè questo posto è tutta un'altra cosa. Ha un andamento a parte, e colori luci suoni misure tutti suoi. L'America è grande. Grande. Nient'altro. E' solo grande. E piena di storie. Alcune le racconta la terra, o la polvere del deserto, o i grattaceli e le luci sfavillanti, e per ogni storia di queste, ci vorrebbe una panchina, dimenticata per caso sull'orlo, e qualcuno che alza gli occhi e le vede, le storie, l'America. Perchè l'America non è che grande. Soltanto spaventosamente grande.
[Ebbene, anche se in maniera del tutto confusa, qui si è cominciato a raccontare...]
venerdì 3 settembre 2010
martedì 10 agosto 2010
Ora delle fragole
Il vento e' un'invenzione malvagia. Perche' porta i ricordi e ti sconvolge di emozioni. Le tue, quelle venute da chissa' dove. Magari dall'altra parte dell'Oceano, magari no.
Se c'e' qualcosa che mi manca, quel qualcosa e' la tua voce. E poi il tuo odore e poi le tue mani -lo ripeterei fino a morire- le tue mani. Gli occhi hanno un trattamento a parte, perche' e' come se ci fossero, in un certo qual modo, riesco a vederli.
Se c'e' qualcosa che mi manca, e' l'effetto che hai su di me. E' una dipendenza dolcissima, questa. Potete chiedere a tutti gli uomini del mondo, non c'e' dipendenza piu' forte e dolce di questa.
Riconoscere di sentirsi troppo fragili, riconoscere di avere bisogno di un'altra persona. E il desiderio.
Il vento e' un'invenzione malvagia. Ti lascia brividi e malinconia.
Ma non dobbiamo dimenticarci di quell'altra parola, quella che ho dimenticato nel post precedente: Tornare.
Tornare...
Se c'e' qualcosa che mi manca, quel qualcosa e' la tua voce. E poi il tuo odore e poi le tue mani -lo ripeterei fino a morire- le tue mani. Gli occhi hanno un trattamento a parte, perche' e' come se ci fossero, in un certo qual modo, riesco a vederli.
Se c'e' qualcosa che mi manca, e' l'effetto che hai su di me. E' una dipendenza dolcissima, questa. Potete chiedere a tutti gli uomini del mondo, non c'e' dipendenza piu' forte e dolce di questa.
Riconoscere di sentirsi troppo fragili, riconoscere di avere bisogno di un'altra persona. E il desiderio.
Il vento e' un'invenzione malvagia. Ti lascia brividi e malinconia.
Ma non dobbiamo dimenticarci di quell'altra parola, quella che ho dimenticato nel post precedente: Tornare.
Tornare...
lunedì 26 luglio 2010
Ora dei J.F.
Due parole veloci.
Una è partire.
Partire, rifare la valigia, controllare una due venti volte di non aver dimenticato per lo meno il necessario, dirsi alla fine che è inutile: qualcosa l'avrò dimenticata. Ma non dispero, quello che importa è avere tanta voglia di partire. E quella c'è, eccome se c'è. (Attenzione, terrei a far notare che questa volta non è come al solito Voglia di scappare, bensì Voglia di partire, che è una cosa assolutamente diversa). Per il resto, per adesso ci piazzerei un Chissà, poi al ritorno mi metto con la santa pazienza e racconto (e non vi aspettate che lo faccia in maniera normale Sono stata a Ho visto Mi sono divertita, racconterò, promesso, a modo mio ma racconterò).
[Lascio questo post a metà, mancanza di tempo...uf.]
[A presto]
Una è partire.
Partire, rifare la valigia, controllare una due venti volte di non aver dimenticato per lo meno il necessario, dirsi alla fine che è inutile: qualcosa l'avrò dimenticata. Ma non dispero, quello che importa è avere tanta voglia di partire. E quella c'è, eccome se c'è. (Attenzione, terrei a far notare che questa volta non è come al solito Voglia di scappare, bensì Voglia di partire, che è una cosa assolutamente diversa). Per il resto, per adesso ci piazzerei un Chissà, poi al ritorno mi metto con la santa pazienza e racconto (e non vi aspettate che lo faccia in maniera normale Sono stata a Ho visto Mi sono divertita, racconterò, promesso, a modo mio ma racconterò).
[Lascio questo post a metà, mancanza di tempo...uf.]
[A presto]
lunedì 12 luglio 2010
Ora degli sghepsi
Ma questo è -no, non può essere...- un computer?! Oh, da quanto tempo che non vedevo uno schermo, un qualcosa che mi riportasse alla vita, per così dire, moderna!
Credevo di star tornando allo stato brado, al principio (no, niente clava e foglie di fico, grazie...), una vita tra sole aria cielo e terra, quella che si sgretola tra le dita e ti lascia i vestiti sporchi. Passo le mie giornate tra l'erba (l'erba verde del prato, che pensate!?!), a contemplare il cielo e gli insetti, e tutto questo, inaspettatamente, non è poi così male. Non è poi così male riprendere la bicicletta dopo tanto tempo, e riscoprirsi bambina tra le strade di campagna, con le braccia spalancate e il vento tra i capelli spettinati. Tutto questo ha un po' la sua magia. Per non parlare del tramonto, ogni sera, bellissimo, dietro il castagno. E le stelle -tante- viste al buio. Il vento d'estate sulla pelle, la massaia che ti vede e ti sorride Eri alta un metro e uno sputo quando ti ho conosciuta, e adesso?
Non saprei, signora Grazia, davvero, non saprei.
Questi giorni d'estate volano come facevano tempo fa, ed è strano sentire il tempo che è passato, quello che era qui un attimo fa, ritornare vicino all'ulivo, quello più grande e sfiorare con le dita le incisioni fatte da bambini. Un tempo ci salivo, su quell'albero. Guardarsi allo specchio e trovare non più la bambina con le trecce che nello stesso posto, solo in un tempo diverso, guardava lo stesso tramonto, alla stessa ora, con gli stessi occhi gialli pieni di stupore.
Credevo di star tornando allo stato brado, al principio (no, niente clava e foglie di fico, grazie...), una vita tra sole aria cielo e terra, quella che si sgretola tra le dita e ti lascia i vestiti sporchi. Passo le mie giornate tra l'erba (l'erba verde del prato, che pensate!?!), a contemplare il cielo e gli insetti, e tutto questo, inaspettatamente, non è poi così male. Non è poi così male riprendere la bicicletta dopo tanto tempo, e riscoprirsi bambina tra le strade di campagna, con le braccia spalancate e il vento tra i capelli spettinati. Tutto questo ha un po' la sua magia. Per non parlare del tramonto, ogni sera, bellissimo, dietro il castagno. E le stelle -tante- viste al buio. Il vento d'estate sulla pelle, la massaia che ti vede e ti sorride Eri alta un metro e uno sputo quando ti ho conosciuta, e adesso?
Non saprei, signora Grazia, davvero, non saprei.
Questi giorni d'estate volano come facevano tempo fa, ed è strano sentire il tempo che è passato, quello che era qui un attimo fa, ritornare vicino all'ulivo, quello più grande e sfiorare con le dita le incisioni fatte da bambini. Un tempo ci salivo, su quell'albero. Guardarsi allo specchio e trovare non più la bambina con le trecce che nello stesso posto, solo in un tempo diverso, guardava lo stesso tramonto, alla stessa ora, con gli stessi occhi gialli pieni di stupore.
mercoledì 30 giugno 2010
[Comunicazionediservizio]
Perdonatemi l'assenza, ma come scrivevo qualche giorno fa nei commenti del post sotto, mi sono trasferita in uno di quei posti senza wi-fi. Ovviamente, non per sempre e, sempre ovviamente, tornerò (credevate di esservi liberati di me...). Auguro a tutti buone vacanze, le mie sono cominciate alla grande e poi quando capita vi racconto qualcosina. A presto.
Dira.
Dira.
martedì 8 giugno 2010
Ora dei sorbetti al limone
Prigione, 8 Giugno Duemiladieci.
Mia cara vecchia affascinante Signora,
ci incontriamo di nuovo.
Noto che lei non è cambiata affatto (d'altronde, come può?), è sempre in gran forma, splendida nera dama.
Suo malgrado non posso non farle notare che a mutare, tra le due, sono stata io, non per niente è un bel po' che non ci incontriamo (non ha avuto l'occasione e in un certo qual modo il "permesso" di raggiungermi); ma ora che ho davanti agli occhi le sue bellissime labbra velenose, devo dirle, o più solennemente annunciarle, di non gradire la sua presenza e farò di tutto per tenerla lontana dalla mia persona il più possibile.
Per quanto ancora debole, fragile, insuslo ammasso di materia, sono cresciuta.
Ed è con il sorriso sulle labbra, che le comunico che questa volta, mia dolce Solitudine, questa volta ti farò un culo così.
Ecco, la fine originale era L'avrò vinta io, però poi ho pensato che non rendeva bene l'idea.
Mia cara vecchia affascinante Signora,
ci incontriamo di nuovo.
Noto che lei non è cambiata affatto (d'altronde, come può?), è sempre in gran forma, splendida nera dama.
Suo malgrado non posso non farle notare che a mutare, tra le due, sono stata io, non per niente è un bel po' che non ci incontriamo (non ha avuto l'occasione e in un certo qual modo il "permesso" di raggiungermi); ma ora che ho davanti agli occhi le sue bellissime labbra velenose, devo dirle, o più solennemente annunciarle, di non gradire la sua presenza e farò di tutto per tenerla lontana dalla mia persona il più possibile.
Per quanto ancora debole, fragile, insuslo ammasso di materia, sono cresciuta.
Ed è con il sorriso sulle labbra, che le comunico che questa volta, mia dolce Solitudine, questa volta ti farò un culo così.
Ecco, la fine originale era L'avrò vinta io, però poi ho pensato che non rendeva bene l'idea.
sabato 5 giugno 2010
Ora dei passaggi persi
Leggo con moltissimo piacere la meravigliosa aurora di Daniela, racchiusa in una poesia che vale la pena di essere letta...
Aurora
Aurora
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