giovedì 18 marzo 2010
Ora dei pomodori dei sogni
Oh, ti prego non allontanarti. Ho bisogno del tuo respiro sulla mia spalla. Se ti allontani ricado nella confusione e nella mente ritorna il solito traffico incessante. Quindi rimani, ti prego, rimani. Aspetteremo insieme la notte e quando verrà ce la faremo amica. Non so più chi sono, non so più dove andare, chi seguire, che pensare. Qualcuno una volta mi disse di sedermi e aspettare, perchè prima o poi sentirò il mio cuore parlare e troverò la strada. Il problema adesso, e che appena te ne vai, ogni strada svanisce, si scompone, si dissolve. Non sono davanti ad una scelta, sono persa. Persa come quelli che si perdono. Ma se tu mi sei vicino, io vedo più chiaro. Come un pirata che vede Terra, senza porsi il problema se è terra amica o terra nemica, così io vedo una via, che sia quella giusta o meno, non importa...
lunedì 15 marzo 2010
Ora degli stregatti
Programmi per il futuro:
1-smettere di mangiare così tanto tantissimo
2-boicottare la Coca Cola (Ebbene sì, gente, BOICOTTARE)
3-sposare il Cappellaio Matto
4-ah, no, prima trovare il Cappellaio Matto
5-raggiungere il nirvana
6-fermare il degrado ambientale
7-diventare la più abile scrittrice contemporanea
8-diventare la più abile latinista contemporanea (e direi che questo è più urgente, viste le condizioni...)
9-scrivere una filastrocca insensata al giorno
10-sconfiggere il male
11-scoprire il teletrasporto (a proposito, qualcuno conosce Goku?)
12-imparare a volare
13-fermare il tempo
14-trovare il mantello dell'invisibilità
15-smetterla con le cazzate e pensare alle cose serie (vedi lista soprastante)
No, non sono ambiziosa, qui siamo gente seria con obiettivi seri, mica ciance. Eh.
Dimenticavo, buon inizio settimana.
1-smettere di mangiare così tanto tantissimo
2-boicottare la Coca Cola (Ebbene sì, gente, BOICOTTARE)
3-sposare il Cappellaio Matto
4-ah, no, prima trovare il Cappellaio Matto
5-raggiungere il nirvana
6-fermare il degrado ambientale
7-diventare la più abile scrittrice contemporanea
8-diventare la più abile latinista contemporanea (e direi che questo è più urgente, viste le condizioni...)
9-scrivere una filastrocca insensata al giorno
10-sconfiggere il male
11-scoprire il teletrasporto (a proposito, qualcuno conosce Goku?)
12-imparare a volare
13-fermare il tempo
14-trovare il mantello dell'invisibilità
15-smetterla con le cazzate e pensare alle cose serie (vedi lista soprastante)
No, non sono ambiziosa, qui siamo gente seria con obiettivi seri, mica ciance. Eh.
Dimenticavo, buon inizio settimana.
giovedì 11 marzo 2010
Ora dei polli al forno
L'inverno non vuole andar via, e la malinconia neppure. Quindi, con il tuo permesso, mi rintanerei tra tue braccia sicure, fratello. Lì niente può più farmi del male, e tu sei una delle ultime persone che vorrebbe vedermi soffrire. Ho bisogno di rifugiarmi tra le tue braccia da orso, ho bisogno di te, fratello. Sparire per un attimo e ritrovare nella tua protezione la serenità perduta. Chè qui fuori fa' freddo, e io ho voglia di qualcuno che mi faccia stare bene. Quindi me ne vengo un po' vicino al tuo cuore, dove mi sento intoccabile, protetta, a casa.
lunedì 8 marzo 2010
Ora dei ravanelli
Mi stavi davanti. Pochi centimetri da me, così pochi che sentivo forte il tuo odore, che mi riempiva le narici. Eppure, non ne ero mai sazia, lo cercavo e lo lasciavo entrare dentro di me. Credevo non mi facesse del male, credevo che non fosse abbastanza potente da farmi ricadere nel desiderio. E non avevo torto. Ti respiravo soltanto, senza cedere. Ma non avevo calcolato tutto, e son rimasta fregata. I tuoi occhi maledetti, è colpa loro. Tutta colpa loro.
domenica 7 marzo 2010
Ora delle bandane rosse
Vorrei saperti scrivere.
Vorrei trovare sempre le parole adatte per farti vedere quello che ho dentro.
Vorrei sfiorare con le dita i fili che portano al tuo cuore.
Vorrei saper cantare.
Per farti capire quanto è facile trovare l'equilibrio, a volte.
Vorrei poter farti sentire sulla pelle quello che sento io.
Non riuscire a spiegarti tutto quello che ho dentro, è terribile.
Vorrei saperti scrivere, magari due parole veloci, di quelle che le prendi e sono già andate via. O magari una poesia. Di quelle da cantare. O magari proprio una canzone. Vorrei saperti scrivere. Per farti capire tante, troppe cose. Ma non riesco a trovare le parole, ci sono, poi non ci sono più, non riesco a fermarle e a metterle al posto giusto. Quindi devo limitarmi ad usare quelle di tutti, Sole Cuore Amore.
Vorrei saperti scrivere, per farti capire che, in fondo...
Vorrei trovare sempre le parole adatte per farti vedere quello che ho dentro.
Vorrei sfiorare con le dita i fili che portano al tuo cuore.
Vorrei saper cantare.
Per farti capire quanto è facile trovare l'equilibrio, a volte.
Vorrei poter farti sentire sulla pelle quello che sento io.
Non riuscire a spiegarti tutto quello che ho dentro, è terribile.
Vorrei saperti scrivere, magari due parole veloci, di quelle che le prendi e sono già andate via. O magari una poesia. Di quelle da cantare. O magari proprio una canzone. Vorrei saperti scrivere. Per farti capire tante, troppe cose. Ma non riesco a trovare le parole, ci sono, poi non ci sono più, non riesco a fermarle e a metterle al posto giusto. Quindi devo limitarmi ad usare quelle di tutti, Sole Cuore Amore.
Vorrei saperti scrivere, per farti capire che, in fondo...
giovedì 4 marzo 2010
Ora delle spugne allo zucchero filato
Amavo avere le tue mani sui miei fianchi. La tua presa decisa, per non lasciarmi andare via e le tue dita incerte, come di chi ha paura di sfiorare la felicità proibita. Amavo avere le tue mani e sentirmi protetta, al sicuro, dove niente e nessuno poteva farmi del male. Adoravo quella sensazione di abbandono che prendeva il mio corpo e lo immobilizzava, come se d'improvviso il caos dentro al testa si fermasse e sentissi il respiro della vita, lento. Era quando sentivo la presa delle tue mani che mi trasformavo, mi trasmutavo viva, viva per davvero, viva come non mai. Non ero più io, ero aria che ti scivolava addosso, ero terra, ero energia, ero pioggia che si insinuava dentro di te, ero seta. Quella che se la tieni tra le dita perde la sua consistenza e scivola. Ecco, proprio così, ero seta. E smettevo di abitare il mio corpo come anima piccola in un qualcosa troppo grande, ma la mia essenza si mescolava con il mio corpo ed ero io. Sì, ero io, e mi sentivo troppo viva, ero energia pura che scivolava, proprio come la seta, scivolava.
lunedì 1 marzo 2010
Ora delle sveglie proietta orario
Solo un momento di debolezza. Capita a tutti. Poi passa. Credevo di averti messo da parte, di averti superato, e in questi momenti mi chiedo se è tutto inutile, non posso liberarmi. Lo so che sono una grande cogliona, che ho persone attorno che mi amano e che farebbero di tutto per me, eppure sto qui a piangermi addosso. Perchè il problema vero sei tu, è inutile cercare di non vederti, di non parlare di te, allontanarsi dalla carta per paura che lei mi scopra debole... e sedersi allo sgabello del pianoforte pregandolo di non portare a galla le mie lacrime un'altra volta. Non riesco a coprirti con niente, non riesco a superarti.
Guardami adesso, guarda quanto mi faccio schifo, quanto il tuo solo sfiorarti con la mente mi soffoca, e l'aria comincia a diventare troppo poca, e la vita troppo stretta. Credo che lui si senta in colpa quando vede che sto male per te, e sapere di non poter donare la felicità alla persona che non vorremmo mai vedere triste è pesante. Non voglio che nessuno stia male per me. Perchè lo dico a te, non lo so. Ti odio troppo. Odio troppo quei tuoi occhi maledetti che evito di incrociare, ed ogni volta che capita sento un coltello dalla lama affilata affondare nei brandelli di carne di una vecchia e putrida ferita che riprende a sanguinare... ed usare quel sangue che sento uscire per disegnare un sorriso.
Moira e tu che fai? Ti piace guardarmi così? Perchè non tagli il filo e la facciamo finita, eh, Atropo, ha senso giocherellare con le forbici su un filo destinato a spezzarsi?
Guardami adesso, guarda quanto mi faccio schifo, quanto il tuo solo sfiorarti con la mente mi soffoca, e l'aria comincia a diventare troppo poca, e la vita troppo stretta. Credo che lui si senta in colpa quando vede che sto male per te, e sapere di non poter donare la felicità alla persona che non vorremmo mai vedere triste è pesante. Non voglio che nessuno stia male per me. Perchè lo dico a te, non lo so. Ti odio troppo. Odio troppo quei tuoi occhi maledetti che evito di incrociare, ed ogni volta che capita sento un coltello dalla lama affilata affondare nei brandelli di carne di una vecchia e putrida ferita che riprende a sanguinare... ed usare quel sangue che sento uscire per disegnare un sorriso.
Moira e tu che fai? Ti piace guardarmi così? Perchè non tagli il filo e la facciamo finita, eh, Atropo, ha senso giocherellare con le forbici su un filo destinato a spezzarsi?
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