mercoledì 16 settembre 2009

lunedì 14 settembre 2009

Ora dei cuscini Squib

L'odore della terra bagnata di pioggia, la campagna che piano piano si spegne, il vento che si fa più freddo. Settembre. La cartella, il diario, le pagine dei libri, i compagni di scuola. Settembre. Sulla linea rossa che segna un traguardo e un inizio. Settembre. Eccomi, sono qui. Presente. Pronta? Non ne sono sicura, ma sì, pronta. Tanti buoni propositi, che andranno a farsi fottere, ma rimangono sempre tanti buoni propositi. Le solite cose del primo giorno, i professori vecchi che ti chiedono se hai studiato d'estate, e quelli nuovi che ti chiedono chi sei e cosa vuoi. Ma quest'anno, miei cari ragazzi, c'è una novità. Oltre al dover ammazzarvi di fatica per un sei, oltre a dovervi rovinare quelle schiene davanti ai dannati libri, c'è una novità, una bella novità. Siete stati accorpati, in 26 (27, 28, ma quanti cavolo siete lì) si fa un bel po' di casino, il giro delle interrogazioni è più lungo e nessuno si accorge di voi lì dietro in quinta fila. Sarà proprio un bell'anno scolastico. Buona fortuna!

giovedì 10 settembre 2009

Ora delle felpe rosse strette

Respira. Vai ad aprire la finestra. Respira. Siediti. Puoi stare tranquilla, era solo un falshback, o deja vu, o come vuoi che sia. Quell'odore... sì, quell'odore... una volta uno dei miei maglioncini era stato lavato e stirato in un'altra casa, e sentivo quell'odore strano. Quella sera, quando lo indossai, la passai abbracciata a lui. Sentivo forte l'odore dei suoi capelli mischiarsi a quello del mio maglioncino. Sono passati mesi. E oggi, entrando in casa, casa mia, ho sentito quell'odore, non so che ci fa qui. Così come non so cosa ci faccia lui dentro di me. Così come non so perchè ho perso il controllo. Dovresti. Dovresti tante cose. Dovresti smetterla di scrivere. Dovresti sentirti in colpa. Dovresti dire a quel cavolo di muscolo di non andare sempre e solo a conto suo. Dovresti licenziare il cervello. E che qui nulla sembra andare come deve, e io, tanto per cambiare, non so perchè.

mercoledì 9 settembre 2009

Ora del giglionero

-Cosa scriverai oggi sul blog?
-Quello che mi passa per la testa non appena mi siedo davanti al pc.
-Ma perchè lo fai? Capirai, per quei quattro commentatori che hai... non sanno neanche chi sei!
-Questo lo dici tu.
-Chissà che cosa pensano di te.
-Non oso immaginare.

E perdonatemi se ve lo chiedo. Scrivete pure tutto ciò che volete.

martedì 8 settembre 2009

Ora di chi si sveglia presto

Avete presente quando sentite che c'è qualcosa di cui avete bisogno, senza avere la più pallida idea di cosa sia? Può essere qualsiasi cosa, un cioccolatino, un nuovo paio di scarpe, una passeggiata. Erano un paio di giorni che mi sentivo così. Capita. Poi, senza preavviso, la soluzione.
Ti voglio bene. Avevo solo bisogno di sentirmelo dire.

venerdì 4 settembre 2009

Ora delle porte che scricchiolano

Sera. Una decina di ragazzi seduti su un prato. In silenzio. Il palazzo della musica, è da lì che veniva il suono, e se ti mettevi in punta di piedi riuscivi a vedere l'orchestra che suonava dietro la finestra. Vedevi le pareti di stoffa verde chiaro con dei riccioli rosa pastello, i quadri antichi con le pesanti cornici dorate e i lampadari sbrilluccicanti, la signora con il vestito rosso che osserva silenziosa l'orchestra che si esercita, la faccina dolce della ragazza che suona l'arpa, con i capelli raccolti. Osservavi tutto come se fossi un bambino. Per stasera hanno quasi finito, è per concludere la serata e rilassarsi un po', l'orchestra suona una di quelle canzoni che mette allegria, che balleresti intorno al fuoco con gli amici.
-Balliamo.
-Sei impazzita?
-Dai balla con me.
E poi ti ritrovi a ballare su un prato, e di ballare tu non sai ballare, saltelli qui e lì. La direttrice d'orchestra che vede due ragazze ballare al di là del vetro, lì sotto le stelle, e sorride. Sorride. E sorridi anche tu.

martedì 1 settembre 2009

Ora delle liste dei libri da comprare

A volte mi chiedo come faccia a non saltarti addosso ogni volta che mi sei davanti.