martedì 14 aprile 2009

Ora delle chiacchiere al gusto di tè al limone.

Ricordo il tuo abbraccio. Forte. E le nostre lacrime. Sono qui solo per volerti bene. Solo per questo. Sono qui per dirti che ci sono. E che ci sarò sempre. Sono quì per piangere insieme. E per mescolare nelle nostre anime la stessa gioia e lo stesso dolore, che rimarranno parte di noi. Sono quì per vederti sorridere e per sorridere con te. Perchè io sì, io ti voglio bene. E "per sempre" non sembra più una parola così impossibile da usare.

domenica 12 aprile 2009

Ora del patè di olive

Notizie che ti sconvolgono. Cosa avrei potuto fare se non un sorriso idiota? Notizie che ti rendono felice, ma che lasciano un po' l'amaro in bocca. Tu avresti desiderato che fosse felice, ma ora che lo è (e ovviamente tu sei fuori dal progetto di felicità) ti senti un po' tradita. Notizie che non sai come accogliere. Arrivano come frecce spinate ricoperte di fiori. Notizie che ingoi a fatica nascondendo il nodo in gola con un sorriso ebete. Inutile dire che è difficile ammettere quello che si vuole. Anche a se stessi. Ma avere uno spiraglio di possibilità aiuta a tranquillizzare i tuoi dubbi e i tuoi desideri (se pur lo sono). E ora? Ora niente, ora ci si mette da parte e si sparisce, guardando da sotto una coperta invisibile la sua e la sua felicità (scusate ma scrivere "loro" mi da i brividi) e si continua a sfoggiare il sorriso idiota davanti a tutti i "lo sai che...".
Ti accorgi di volere una cosa solo quando l'hai persa.
Ma mia cara, qui non si tratta di "cose". Quì si tratta di quel piccolo stupido muscolo che pulsa. E il mio sta sfoggiando un sorriso ebete come il mio. Evvabbè, cosa si può fare? Pazienza. Gettare veleno non servirà.
Auguri, felicitazioni, e figli maschi.

venerdì 10 aprile 2009

Ora dei dipingitori che dipingono i dipinti

I parrucchieri sono gente strana, puoi dirgli quel che vuoi tanto alla fine fanno come dicono loro. L'unica soluzione è dirgli Divertiti!

mercoledì 8 aprile 2009

Ora delle fate dalla lacrima nera

Ispirato da una conversazione con un'amica.

Siamo tutti esseri sognanti. E tutti siamo tormentati dalle stesse domande. Solo che, quando il sogno si impadronisce di te troppo presto, la scia che lascia nella tua anima è devastante. Troppo presto, solo questo. Niente più, niente meno che lo stesso sognare di tutti. Certo che è strano sentirsi capita quando ormai è troppo tardi. Io di questa vita non ne so un emerito cazzo. Io non posso dare le risposte a quelle domande. Io no. Mia cara amica, ti prego, perdonami perchè voglio che tu sappia che le tue risposte non ce le ho io, io che perdo tempo a pensare, io che la vita non la vivo appieno, cosa potrei mai saperne? Posso solo dirti che il più grande errore che mai potresti fare è perdere tempo a cercare risposte che non si possono trovare. E ti prego, ti prego, non smettere mai di vivere.
Con affetto
Sapo

lunedì 6 aprile 2009

Ora dei cori da pullman




Tramonto. Silenzio. Vista panoramica sul verde.
Prendimi per mano e portami al limite di tutto ciò. Al limite del burrone, con il sole in faccia e la Puglia che si srotola ai tuoi piedi. In mezzo all'erba sul punto più alto di quella collina, urliamo insieme. Urliamo più forte che possiamo. In tutto questo silenzio le nostre urla sul tramonto. Magia. Pura magia. E pace.


domenica 5 aprile 2009

Ora delle tombe etrusche dipinte a fiori

Ecco, i sensi di colpa sono una brutta cosa. Che io sia un'esibizionista è ben noto a tutti, ma quando arrivo al limite me ne accorgo e mi sento in colpa. Specialmente se il mio esibizionismo è a discapito degli altri. Quando mi accorgerò che quella vecchia bacucca stupida incompetente un po' di ragione ad odiarmi ce l'ha? Cavolo, chi mi credo di essere? Cavolo, non so neanche tenere in mano una penna e credo di saper scrivere. Cavolo, la persona che ho difronte è cento volte più brava e volenterosa di me. E umile. Cavolo, tu che lo sai fare, scrivi! Scrivi! Prometto di leggerti. Mi dispiace di essere così. Anche in questo momento, alla fine, sono sempre e solo un'esibizionista.

giovedì 2 aprile 2009

Ora dei pappagalli argentati

La pigrizia è una brutta malattia. Sarà per la primavera che dilaga ormai ovunque, sarà perchè la voglia dell'estate è davvero tanta... ma non riesco più a fare niente. Semplicemente a pezzi. Massì, consoliamoci ancora, l'ultimo sforzo e le ultime gocce di sudore prima di dire Estate. Sembra quasi una parola magica. Estate. La voglio. Ma è ancora tanto tanto lontana. Mi dimentico troppo spesso che ho degli obiettivi da raggiungere prima di poter dire Estate. E io ce le farò, mi spiace, io ce la farò. Raggiungerò i miei obiettivi costi quel che costi, solo per assaporare a pieno la magia di quella parola. Estate. Aspettami.